Utilizzo del sistema WTA-functional training® e del Primitive-functional movement®  sul recupero del movimento e dell’equilibrio su una cliente affetta da SM.

Premetto che, con questo articolo non ho nessuna presunzione di addentrarmi in  ambiti medici che non mi competono

e neanche di “venedere” cure miracolose o che altro, ma semplicemente di esporvi la realtà dei fatti.

Iniziamo col dire cos’è la SM:

La sclerosi multipla o SM – detta anche sclerosi a placche – è una delle più comuni malattie che colpiscono il sistema nervoso centrale (cervello e midollo spinale). La SM è una patologia infiammatoria demielinizzante. Nel disegno accanto è visibile l’area danneggiata.

La mielina costituisce la guaina che riveste parte del corpo dei neuroni permettendo la trasmissione rapida degli impulsi nervosi. Se in uno stato di normalità le informazioni nelle fibre nervose sono trasmesse a 100 m/s, in un individuo affetto dalla sclerosi multipla la velocità scende gradualmente a 5 m/s.

La perdita di mielina è, quindi, accompagnata da una alterazione dell’abilità dei nervi a condurre gli impulsi elettrici da e per il cervello. Questa alterazione produce i vari sintomi presenti nella SM.

Le aree in cui si verifica la perdita della mielina (placche o lesioni) appaiono come aree indurite (cicatrici): nella sclerosi multipla queste cicatrici appaiono in tempi e in aree diverse del cervello e del midollo cerebrale.

La diagnosi di SM non è sempre ben netta. I sintomi iniziali possono essere transitori e vaghi e confondere tanto il paziente che il medico curante.
Non mi soffermerò a descrivere le cause, perché non ancora individuate con estrema certezza e perché mi addentrerei, come dicevo, in un ambito non conforme alle mie conoscenze, dilungandomi inutilmente,

ma posso spiegarvi cos’ha causato nella mia cliente, che per comodìtà la chiamerò Cappuccetto rosso (poi capirete perchè proprio questo nome)  affetta da questa malattia da 17 anni (oggi ne ha 41)

Difficoltà motorie importanti quali il semplice camminare, lei stessa dice che dopo qualche minuto deve sedersi o cade, o che davanti ad un ostacolo improvviso, che sia un semplice marciapiede, deve fermarsi e fare uno sforzo enorme per “dire” alla sua gamba di flettersi per poter fare lo scalino, mancanza di forza e mancanza di EQUILIBRIO e COORDINAZIONE MUSCOLARE , soprattutto sulla parte destra del corpo ,

con la conseguenza di non poter fare tutto ciò che persone sane fanno, dalla semplice passeggiata all’uscire con amici e si, tantomeno praticare Sport.

Ho detto cliente, si, perché grazie anche alla compagnia di una sua amica ha deciso di stringere i denti e provare a vedere se è ancora il caso di tentare qualcosa che possa, in qualche modo, rimettere in gioco parte della sua vita, cominciando magari, proprio da ciò che le da maggiori problemi, il controllo del proprio corpo.

E’ una bella scommessa, perché stravolge tutte le abitudini di allenare una persona o di risolvere delle problematiche fisiche, posturali o post-traumatiche, andando anche ad agire in un modo più “personale” e profondo con la cliente.

Mi sono documentato sulla SM e ciò che mi è saltato all’occhio è il danno che provoca a livello di tessuti connettivi e sistema nervoso centrale, quindi, perché non dare una possibilità a Cappuccetto,

“in fondo, noi ragioniamo e ci alleniamo usando proprio concetti come risposte del sistema nervoso e catene miofasciali (le quali, per l’appunto, sono collegate nei più svariati modi dal tessuto connettivo”, quindi abbiamo deciso di procedere nel seguente modo:

PREMESSA

Naturalmente non possiamo procedere come in un normale allenamento, cioè diventa piuttosto complicato ed estremamente inadatto riuscire a stabilire un “classico” protocollo d’allenamento pensando ad un normale progredire dell’adattamento fisico, perché ogni volta, ogni seduta, è diversa per svariati motivi;

Alcuni giorni risponde meglio di altri, dipende se è vicina o lontana dalla “cura” mensile a cui è sottoposta (farmaci piuttosto pesanti che i primi giorni antistanti all’assunzione la “demoliscono” sotto l’aspetto fisico), conta e non poco, l’aspetto mentale con il quale si presenta in palestra, perché alla fine,  con il suo problema, è l’aspetto basilare per sopportare il percorso che le viene proposto.

1ª RIPRESA (Primo giorno):

ho voluto rendermi conto delle sue capacità fisiche, sia in tema di controllo del corpo, stabilità ed elasticità muscolare e mobilità.

  1. Abbiamo fatto una prima seduta di circa  10’ di Joint-Mobility per capire la percezione e il controllo che ha del proprio corpo, riscontrando una buona mobilità ma una difficile coordinazione anche nei più semplici esercizi, soprattutto del cingolo coxo-femorale, dovuto più che altro ad un “inattività costretta”, favorendo così il progredire delle disfunzioni nel controllo di determinati (per alcuni semplici) movimenti.

Poi siamo passati al Primitive functional movement®, iniziando dalla posizione di Shin box, dimostrando come gia detto, niente problemi di mobilità ma come nelle aspettative un difficile controllo nel passaggio tra la seduta destra e sinistra, in quanto mantenere la contrazione addominale e il controllo del core è quantomeno difficoltoso, ugualmente il passaggio in Shin box up, avendo poco equilibrio nella posizione rialzata.

Abbiamo comunque proseguito per testare anche la predisposizione mentale ad un qualcosa di completamente nuovo e diverso, e nonostante le difficoltà si è dimostrata caparbia e “testona”, cosa che col tempo comincerà a ripagarla.

Successivamente ho voluto testare con i principali esercizi a corpo libero la coordinazione motoria e la stabilità mettendo alla prova il suo equilibrio;

3 Serie di Squat a corpo libero, evidenziando una poca coordinazione tra le principali articolazioni coinvolte nel movimento.

3 Serie di Deadlift con Kettlebell e…idem come sopra

Posizione di plank, tenuta non più di 5” provata 3 volte, con poca stabilità (ma gia lo sapevamo no?)

3 Serie di Row al Flying dove la stabilità a livello cingolo-scapolo-omerale si è rivelata discreta ma con il cedimento del controllo del core.

Questa è stata la prima seduta e al di fuori del “RING” le sue parole:

“Tu lo sai che stasera io sono completamente distrutta vero? Però ci vediamo al prossimo incontro!”

2ª RIPRESA:

La prima parte è identica, Joint Mobility e Primitive® dimostrando gia un miglioramento nell’equilibrio e nella coordinazione dei movimenti (guarda in basso e accenna un sorriso).

Successivamente:

Squat a corpo libero

Walking con Flowbag in Clean, riscontrando uno scarso equilibrio e gestione dell’instabilità data dall’attrezzo (la sacca piena d’acqua è continuamente instabile quindi si rivela maledettamente comlicata per lei gestirla) ,e 2 serie di Squat con Flowbag.

..mi guarda malissimo e dice che non riuscirà mai con un attrezzo del genere.

Procediamo con altri esercizi multiarticolari per far si di stimolare al meglio il suo sistema nervoso centrale e finiamo con un pò di Plank.

Abbiamo riscontrato come “solo” nella seconda seduta abbia gia un lieve miglioramento sull’equilibrio e sulla resistenza nel controllo del corpo.

Nei “Round” successivi abbiamo introdotto un piccolo circuito funzionale con esercizi che coinvolgessero tutto il corpo e i 3 piani principali di movimento utilizzando un interval training (30”:30”)con tempi di lavoro e pausa adeguati.

2’ Pausa – 2 ROUND

Per lei è stato un lavoro enorme con un incredibile dispendio energetico, ma l’ha fatto con un risultato del tutto inaspettato:

gli Squat con Flowbag fatti con una buona stabilità del corpo, senza perdere la stabilità a livello del bacino e delle ginocchia, mantenendo una corretta postura, perdendo solo un po’ nelle ultime rep.

Manteniamo il circuito per la volta successiva e c’è ancora un piccolo miglioramento.

Ogni incontro che facciamo è un aumento delle difficoltà perché non fa in tempo ad “abituarsi” al programma che subito le viene data una difficoltà in più, non aumentando i carichi, non ce n’è bisogno, ma creando più instabilità e obbligandola a maggior coordinazione.

Dice che quando proviamo esercizi ad alto livello coordinativo la notte dorme poco o nulla, probabilmente perché è iperstimolato il SNC.

Dopo 6 settimane da 2 incontri a settimana abbiamo inserito esercizi come:

  • Clubbel Lateral Swing +Clean

  • Hand Madball Cross Walking

  • Knees Push up

  • Flowbag Military press

  • Clubbel Barbarian Squat

  • Affondi su Bump Disk propriocettivi

esercizi che la impegnano notevolmente nel controllo del corpo e nella coordinazione dei movimenti nonchè del mantenimento dell’assetto posturale dinamico, e devo dire, con sorprendenti risultati.

Cercando di curare nei minimi dettagli i primi 30’ con il Primitive® inserendo movimenti nuovi ogni volta e avendo un miglioramento nel controllo del corpo non indifferente.

CONCLUSIONI:

Cappuccetto ha cominciato con quello scetticismo di chi ne ha provate molte e con scarsi risultati, più che altro, in modi differenti, pagliativi.

Non è solo importante il lavoro a livello fisico, il come fare gli esercizi e come procedere e progredire, ma è altrettanto basilare la convinzione e l’approccio mentale e personale in quanto il poter riuscire a compiere i più semplici gesti coordinativi come un cambio di direzione durante una camminata o il flettere le gambe per raccogliere qualcosa a terra erano per lei gesti di un enorme coinvolgimento muscolare e di concentrazione, a volte impossibili.

Ad oggi ha riacquistato maggior controllo del suo corpo e riesce in cose,

come restare in equilibrio su una gamba, che solo dopo cicli di ozonoterapia riusciva a fare,

o farmi un affondo con torsione del busto con la Flowbag,

o come, in modo sorprendente, riesca a fare un gesto coordinativo e di controllo come il TGU (Turkish get up, esercizio che richiede stabilità, coordinazione e flessibilità) con il Kettlebell, certo non con un perfetto equilibrio per ora ma step by step in 3 lezioni siamo riusciti a completarlo.

Ha riacquistato, di conseguenza, una maggiore autostima e fiducia in se stessa, che la porta ad affrontare il tutto, con maggior grinta, e a combattere a testa alta contro un nemico che avanza inesorabile ma, anche se in lei è gia presente la convinzione nonchè la certezza che il nemico è troppo forte, come il miglior combattente, da tutto se stessa e mette il cuore, e se e quando cadrà, lo farà comunque a testa alta.

Lasciatemelo dire: L’allenamento e la determinazione di una persona, se tutto è fatto con cognizione di causa e nei giusti modi, porta sempre a risultati positivi, e questa ne è una notevole dimostrazione!

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